Le case di tolleranza: quando il piacere era tutto dello

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Di, claudio Strati, romano D'ezzelino - Si entra nei giorni del Palio, con tante manifestazioni collaterali a precederlo.I luoghi di piacere a pagamento, hanno nel gioco dei sinonimi un particolare spazio, venendo indicati come postriboli, case di piacere, bordelli, lupanare, casini, case chiuse o anche case di tolleranza.Lo avrebbe consegnato in camera alla ragazza e, a fine serata, era il numero delle marchette consegnate alla tenutaria a definire il compenso che spettava a ogni operatrice.

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tante benpensanti prestate alla politica, descrivendo in televisione le cose turpi che in quei luoghi avvenivano e, in riferimento al bidè, avrebbe detto: immaginate che le poverine dovevano anche lavarli. La chiamata dell'impero aveva i suoi risvolti pratici: andate, conquistate e divertitevi. Nel 1922, quando limprenditore veneziano cavalier Goldoni si fece raccomandare da Benito Mussolini per avere permessi e disbrighi burocratici necessari per aprire a Casalecchio di Bologna quella fabbrica particolare, in cambio dovette apporre sul marchio di fabbrica laquila littoria e lantico nome latino Habemus tutorem. Chi non ha un'idea precisa scopre che si trattava di un lavoro a tutti gli effetti, con tanto di libretto, tasse, licenza di esercitare la professione a fronte di rigorose visite sanitarie. Pagato il prezzo, il cliente riceveva uno scontrino, di solito un circoletto di metallo con un buco al centro, chiamato marchetta. Era un piccolo popolo, quello che viveva sulla prostituzione legale (nel 1958 le case autorizzate erano 560, per un totale di appena.700 prostitute ma muoveva un giro daffari notevole. si schierò anche lo scrittore Dino Buzzati, che arrivò a paragonare la senatrice veneta a Erostrato, che è leggenda abbia appiccato il fuoco alla grande Biblioteca di Alessandria, distruggendo così un Grande Capitale. Tra gli Hatu in mostra, quelli del 1935 realizzati per la campagna d'Abissinia erano in lattice con speciale vulcanizzazione a caldo, propagandata come particolarmente resistente ai climi tropicali. In italiano, per indicare un concetto, spesso, si usano numerosi sinonimi. Dal mondo dei bordelli sono anche nati prodotti farmaceutici o chimici tutt'ora in auge. Esistevano case chiuse di prima, seconda e terza categoria. Cera così la Marchigiana, la Tripolina o anche la Sorbona, dal verbo sorbire e, per carità, non mi si faccia aggiungere altri particolari su che cosa fosse brava a sorbire la ragazza. Infatti, oltre a dovere alla tenutaria la metà dei propri guadagni, dovevano pagare per lospitalità e per il vitto, motivo per il quale venivano trackid indicate dalla tenutaria come: le pensionanti. Le ragazze che lavorano in questi ultimi erano una vera e propria istituzione, prendendosi cura dei corpi dei poveri soldatini di leva, allo stesso modo in cui il cappellano militare si prendeva cura delle loro anime. Limprenditore, ovvero il tenutario, ma molto più spesso la tenutaria, una ex sacerdotessa del sesso a pagamento fuori attività per sopraggiunti limiti detà, erano registrati e sottoposti ad autorizzazione di polizia. Brani tratti dai diari di alcune prostitute danno l'idea del loro mestiere, a volte molto "sostitutivo" della mancanza di affetti in famiglia Se tutte le mogli amministrassero l'intimità del matrimonio come fanno per il salario del proprio marito. Se nella saletta dattesa veniva chiesto il libero, significava che tutti i clienti dovevano sgomberare perché arrivava un alto personaggio che non voleva farsi vedere e non era infrequente che in quella saletta transitassero prelati e importanti politici o che i padri avessero la sventura. Per gli uomini era una novità andare a vedere la quindicina. LE case DI tolleranza nascono nella seconda metà dell800, con il governo Crispi, controllate dallo Stato per lesercizio della prostituzione. Perché, gestiti da privati, erano tollerati e rigidamente controllati dallo Stato. La deputata e senatrice socialista Angelina Merlin portò avanti la battaglia volta alla chiusura delle circa 590 case di tolleranza italiane, (conosciute anche con decine di sinonimi quali case chiuse, case di piacere, casini, bordelli, lupanare ecc.) Dopo 10 anni di discussioni la legge Merlin. In ogni città esistevano più case. Quello che si faceva dentro questi locali non riguardava il clero, e le persone che vi prestavano lopera non venivano considerate. Con foto e oggetti molto esclusivi, provenienti dal friulano Museo della Case di Tolleranza del periodo fascista di Davide Scarpa, ecco una mostra molto curiosa alla fornace Panizzon, un "come eravamo" molto particolare. Vi si alternavano le 3400 ragazze(tante erano nel1948 e 27) ospiti in una rotazione continua. La chiusura fu per litaliano medio, abituato a trovare nel bordello la celebrazione della propria mascolinità, un vero trauma e tali e tante furono le proteste che se largomento non fosse stato di tipo godereccio, ci sarebbero stati tutti i requisiti per far scoppiare una. Una contraddizione della Chiesa era data dal fatto che gli uomini erano esentati dal confessare al prete la frequentazione delle case chiuse, perché questa non rientrava nei peccati da confessare. I gruppi di signorine ruotavano con scadenza quindicinale e, allo scadere delle due settimane, vi era un riciclo delle forze presso ogni bordello, tanto che le nuove ragazze venivano indicate come la nuova quindicina. Le leggi che si susseguirono fecero si che, agli inizi del 900, la legislazione operante in Italia regolamentasse molto rigidamente lattività in questione. Bastava il solo dubbio di infezione perché la signorina venisse sospesa dallattività. Nel 1949 lONU puniva gli Stati che traevano guadagno dalla prostituzione; lo Stato italiano, entrato nelle Nazioni Unite nel 1955, rischiava di finire sotto accusa. Un buon numero restò nel campo che ormai conoscevano, visto che le case chiudevano ma i clienti restavano numerosi, e per molte fu linizio di una fiorente attività in proprio. E inutile dire che in tali pagamenti le ragazze venivano veramente sfruttate, dovendo spesso sottostare a prezzi da capogiro.

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